I giocattoli bio Mon Ami: la sfida che nasce dalla passione!

Da quasi un quarto di secolo lavoriamo con  i bambini, maneggiamo giocattoli ogni momento della giornata, abbiamo imparato a conoscere i bambini e il loro bisogno di giocare con serenità  per crescere e diventare adulti consapevoli.

Questo ci ha stimolate ad affrontare una nuova sfida: pensare e realizzare  una linea di giocattoli bio che oltre ad essere sicura e giocosa racchiudesse l’essenza della nostra esperienza, della nostra professionalità, l’amore per ciò che facciamo e avesse come caratteristica “le orecchie”. Già , perché nel nostro lavoro l’ascolto rappresenta il primo passo verso l’altro!! Abbiamo coniugato la funzione del gioco puro con uno sguardo alla crescita armonica e all’interazione con mamma e papà,  abbiamo scelto un nome che avesse un suono dolce: Mon Ami e una caratteristica che aiutasse i bambini a “stare bene”: stoffe e imbottiture biologiche…  Queste però sono state le uniche cose facili in un percorso che si è rivelato lungo e pieno di ostacoli, dal reperimento della materia prima alle abilità di cucito di tessuti particolari, che alla fine ci hanno condotte in un piccolo centro del sud dove il cucito artigianale è ancora una risorsa.

La coccola è un gesto affettuoso, è morbidezza, è una sensazione 
di benessere che rassicura e promuove la fiducia.

Sono giocattoli bio pensati per stimolare l’affettività e sviluppare amore, 
per favorire la positiva relazione 
mamma/bimbo, papà/bimbo.

IOSHH: UN AMICO PER LA NANNA SERENA
Ioshh invita a bisbigliare…shh c’è un bimbo che riposa

GLIO: DOU DOU BURATTINO
Glio, come i primi gorgoglii del neonato

ICCIO: DOU DOU FERMACIUCCIO
Iccio, come i primi gorgoglii del neonato

HUFF: CUSCINO MAMMA & BIMBO
Huff…c’è una mamma stanca!

Assaggiare, ascoltare, toccare, vedere, gattonare, ricevere massaggi
e carezze…costituiscono un modello di apprendimento basato sull’esperienza, sia essa cognitiva, emotiva o sensoriale.
 L’apprendimento esperienziale consente al bambino di affrontare situazioni di incertezza sviluppando comportamenti adattivi e migliorando, nel contempo, la capacità di gestire la propria emotività. Sono giocattoli bio pensati per favorire la curiosità, la scoperta, la sperimentazione, il coordinamento oculo/manuale, prendere, afferrare, aprire, chiudere.

BALALA: MOVIMENTO, SENSORIALITA’
Balala, ma  è difficile dire “Balena” !

BUMPETE: PALLA
Bumpete! fa la palla  rotolona…

DILLA’: GIOCO TATTILE
DILLA’, di qua? Qual è il verso giusto?

TAP TAP: TAPPETO MULTISENSORIALE
TapTap è il suono dei primi incerti movimenti del neonato

OPPELA’: CUSCINO ALLACCIATURE
Oppelà, la magia della sorpresa

Perché raccontare favole e storie ai bambini è così importante? La narrazione è il gioco più antico del mondo e le fiabe sono per ogni bambino come ali per volare tra mondi e personaggi fantastici. 
Le favole danno la possibilità ai bambini di entrare alla scoperta del proprio mondo emotivo. È possibile riconoscersi nei protagonisti e identificarsi darà loro modo di entrare in contatto con quelle emozioni, impareranno a riconoscerle, a dargli un nome e quindi ad esprimerle.
Il momento delle storie raccontate e ascoltate dalla mamma e dal papà, magari accoccolati tra le loro braccia, prende un significato emotivo molto
più grande del gesto in sé.
 È unico nel suo genere.
 Sono giocattoli bio pensati per facilitare il racconto, la condivisione di momenti quotidiani, implementare il linguaggio, la conoscenza, la creatività.

OH: PANNELLO NANNA LETTINO
Oh , c’è una nuova storia da ascoltare

TA-TA-TA: PANNELLO VITA QUOTIDIANA:  IL RITMO DELLA GIORNATA, IL TEMPO CHE PASSA
TA-TA-TA, ma ma, pa pa , con il trascorrere del tempo arrivano le paroline…

IRO: LIBRO
Iro, il viaggio nelle immagini

SI CRESCE GIOCANDO

I bambini giocano in maniera diversa a seconda della loro età ed è importante non forzare le loro abitudini naturali.
Dalla nascita ai 24 mesi i giochi sono di esercizio dei sensi. Attraverso
tatto, vista, udito e gusto il bambino inizia ad interagire con gli oggetti
ed a provare piacere giocando.
Dai 2 ai 6 anni iniziano invece i giochi simbolici in cui il bambino sviluppa l’immaginazione e ricrea situazioni di vita più o meno reali.
Come un attore si cala nella parte del genitore, del bambino di sesso
opposto o dell’animale e ci mostra com’è il mondo dal suo punto di vista.

LE TAPPE DEL GIOCO

0 – 1 ANNO

 L’attività ludica comincia già dai primi mesi di vita del bambino.
Inizialmente questa prima fase garantisce al bambino delle sensazioni che
vanno a gratificare e arricchire il proprio sé che si sta formando. I primi giochi
vengono fatti con il proprio corpo e quello della mamma, anche se la sua
attenzione è rivolta anche agli oggetti che lo circondano. Il bambino agita le
mani, muove le gambe. Sono tutte attività che hanno carattere prettamente
esplorativo e ripetitivo. Le azioni infatti si susseguono, e servono a far si che
impari a distinguere fra il sé e il non sé.

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2 ANNI

In questa fase del suo sviluppo il bambino inizia a prendere coscienza
della separazione dalla mamma, e quindi deve far fronte alle crisi di ansia e
d’abbandono. In questa fase subentra l’oggetto transizionale. E’ un oggetto che
nei primi anni di vita assume un carattere particolare, viene offerto al bambino
dalla principale figura di accudimento del bambino (la mamma), e nel momento
in cui la mamma si assenta, questo oggetto la rappresenta ed è un segno di
certezza. Successivamente quando il bambino acquisisce la consapevolezza
della figura materna e l’oggetto transizionale viene abbandonato, se rimane
diventa una forma abituale, perde il suo significato principale.

 3 ANNI

In questa fase di crescita iniziano a compiersi i primi giochi di
socializzazione. Il bambino dimostra interesse a giocare con gli altri. Inizia a
svilupparsi la capacità immaginativa, si tende ad imitare il comportamento
degli altri.

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4 – 5 ANNI

E’ una fase in cui il gioco diventa espressione delle proprie
dinamiche interne. i giochi maggiormente prediletti sono quelli della
bambola, del dottore, il gioco a nascondino. L’uso di questi giochi servono a
rappresentare delle punizioni o proibizioni che il bambino ha subito.